Il 7 ottobre 2026 Al-Hal Net ha riferito che Alaa Ghazal, specialista di sicurezza digitale e informatica, aveva pubblicato su Facebook screenshot di uno strumento che, a suo dire, un apparato di sicurezza siriano userebbe per monitorare account e pagine Facebook. Ha affermato che avrebbe fornito ulteriori dettagli in seguito, e non ha indicato di quale apparato si tratti. 1 Tutto ciò che segue è il suo resoconto, come riportato da Al-Hal Net, salvo diversa indicazione.
Che cosa ha pubblicato
Accusa pubblicata
Ghazal afferma di aver avuto accesso a una versione di prova dello strumento a causa di un errore di programmazione. L’interfaccia visibile nei suoi screenshot si intitola «محلّل المنشورات» («Analizzatore di post») e comprende sezioni denominate «account monitorati», «account presi di mira», «eventi» e «mappa delle relazioni». 1
Secondo Ghazal, lo strumento:
- raccoglierebbe informazioni sui titolari degli account selezionati — luogo di residenza, città d’origine, stato civile, luogo di lavoro e numero di follower — e salverebbe istantanee periodiche degli account; 1
- creerebbe un fascicolo su ciascun account preso di mira, con una sintesi dei suoi post e delle persone che vi mettono «mi piace», li commentano e interagiscono con essi; 1
- traccerebbe una «mappa delle relazioni» che collega gli account attraverso commenti, condivisioni e «mi piace», filtrabile per città, sesso ed età; 1
- classificherebbe i commenti ai post in base alla loro posizione — favorevole, critica, neutra o non chiara — in una sezione chiamata «polarizzazione del pubblico»; 1
- raccoglierebbe la città, il lavoro e gli studi del pubblico di un account e analizzerebbe poi i post di tutti coloro che hanno commentato; 1
- seguirebbe «eventi» basati su parole chiave: un esempio nell’interfaccia si chiama «aumenti dei prezzi dei carburanti» e raccoglie i post, i commenti e gli account partecipanti correlati. 1




A che cosa servirebbe secondo lui
Accusa pubblicata
Ghazal afferma che lo strumento sarebbe uno dei diversi strumenti che le autorità userebbero «per perseguire e tracciare i post, rimuoverli o limitare gli account», citando come esempi gli account dell’attivista Hassan Akkad e dell’avvocato Yasser Shalati, e che account automatizzati verrebbero usati per inondare i post di reazioni. 1
In una precedente intervista citata da Al-Hal Net, ha affermato che il personale di sicurezza costringerebbe alcuni detenuti a sbloccare i propri telefoni, consentendo di esaminarne le applicazioni di messaggistica. 1
Che cosa mostrano gli screenshot
Gli screenshot recano l’emblema dell’aquila usato dalle istituzioni statali siriane. L’evento «aumenti dei prezzi dei carburanti» copre il periodo dal 10 al 14 settembre 2026, quello delle proteste per il prezzo dei carburanti. 2 Uno screenshot elenca un account denominato «Alaa Ghazal» tra gli «account presi di mira». Negli screenshot che mostrano account, abbiamo sfocato tutti i nomi e le immagini.
Contesto
Critici delle autorità sono stati perseguiti in base alla legge n. 20 del 2022 sui reati informatici, risalente all’epoca di Assad, di cui la Rete siriana per i diritti umani e il Syria Justice and Accountability Centre hanno chiesto la revisione; si veda il dossier sull’accordo con Hamsho e sull’arresto di Hassan Akkad. 3 4
Le regole di Facebook e il diritto alla privacy
Se lo strumento funziona come lo descrive Ghazal, raccoglie dati da Facebook con mezzi automatizzati. Le condizioni d’uso di Meta lo vietano: «L’utente non può accedere o raccogliere dati dai Prodotti Facebook usando mezzi automatizzati (senza la previa autorizzazione di Facebook) o tentare di accedere a dati ai quali l’utente non ha il permesso di accedere». Nulla di quanto pubblicato finora indica che Meta abbia concesso una simile autorizzazione. 5
Il fatto che post e commenti siano pubblici non li sottrae al diritto alla privacy. Nel 2018 l’Ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha scritto che «quando informazioni su una persona pubblicamente disponibili sui social media vengono raccolte e analizzate, è coinvolto anche il diritto alla privacy. La condivisione pubblica di informazioni non rende il loro contenuto privo di tutela». 6 Uno strumento che registra dove vivono e lavorano persone identificabili, con chi interagiscono e se i loro commenti sostengono o criticano un post — così come viene descritto questo strumento — interferisce con la privacy di ogni persona di cui traccia il profilo, comprese le persone che si sono limitate a mettere «mi piace» a un post o a commentarlo.
La Siria è parte del Patto internazionale sui diritti civili e politici, il cui articolo 17 tutela ogni individuo da «interferenze arbitrarie o illegittime nella sua vita privata». 7 La Dichiarazione costituzionale del 13 marzo 2025 rende i diritti sanciti dai trattati sui diritti umani ratificati parte integrante di essa (articolo 12) e stabilisce che «lo Stato tutela l’inviolabilità della vita privata, e ogni violazione di essa è considerata un reato punito dalla legge» (articolo 13). L’articolo 23 consente di limitare i diritti per legge ove necessario per la sicurezza nazionale o l’ordine pubblico. 8 L’Ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani afferma che la sorveglianza deve fondarsi su una legge accessibile al pubblico e precisa, basarsi su un ragionevole sospetto ed essere autorizzata da un organo indipendente. 6 Non è stata pubblicata alcuna legge, autorizzazione giudiziaria o forma di controllo che riguardi un programma di questo tipo.
Che cosa ciò dimostra e che cosa non dimostra
Gli screenshot pubblicati mostrano uno strumento concepito per profilare gli utenti di Facebook, mapparne le interazioni e classificarne i commenti in base alla posizione, e uno specialista identificato per nome lo attribuisce a un apparato di sicurezza siriano. Non siamo stati in grado di verificare gli screenshot in modo indipendente, Ghazal non ha indicato di quale apparato si tratti, e nulla di quanto pubblicato finora collega lo strumento a uno specifico ministero o funzionario. Aggiorneremo questa pagina se lui o altri pubblicheranno ulteriori dettagli. 1
Il nostro appello
Chi governa la Siria? chiede alle autorità de facto di:
- chiudere immediatamente questo strumento, e qualsiasi programma analogo di monitoraggio dell’attività delle persone sui social media;
- cancellare tutti i dati che ha raccolto — profili, istantanee degli account, mappe delle relazioni e classificazioni dei commenti — comprese le eventuali copie condivise con altri enti;
- dichiarare pubblicamente quale ente lo ha realizzato e gestito, su quale base giuridica, e come saranno informate le persone i cui account sono stati monitorati.
Se lo strumento non è uno strumento statale, le autorità dovrebbero dichiararlo e indagare su chi lo sta usando sotto l’emblema dello Stato.
L’accordo con Hamsho e il caso Akkad
Fonti
- Stampa Digital-security specialist: a Syrian security agency uses a tool to monitor Facebook accounts (Arabic) — Al-Hal Net, 7 Ottobre 2026
- Stampa Syria, self-made: The fight against expropriation — A People's Planet — Alex Simon (opinion), 1 Ottobre 2026
- Organizzazione per i diritti umani SNHR calls for reviewing the Cybercrime Law and its enforcement mechanisms (statement on the arrest of Hassan Akkad) — Syrian Network for Human Rights, 22 Giugno 2026
- Organizzazione per i diritti umani The Weaponization of Inherited Legislation to Restrict the Civic Space in Syria’s Transition — Syria Justice and Accountability Centre, 15 Luglio 2026
- Documento ufficiale Facebook Terms of Service, section 3.2 (“What you can share and do on Meta Products”), consulted 7 October 2026 — Meta, 7 Ottobre 2026
- Documento ufficiale The right to privacy in the digital age (A/HRC/39/29), paragraphs 6 and 35 — UN Office of the High Commissioner for Human Rights, 3 Agosto 2018
- Documento ufficiale International Covenant on Civil and Political Rights, Article 17 (Syria acceded on 21 April 1969) — United Nations, 16 Dicembre 1966
- Documento ufficiale Constitutional Declaration of the Syrian Arab Republic (Arabic original; English translation published by ConstitutionNet) — Presidency of the Syrian Arab Republic, 13 Marzo 2025