Dall’Arabia Saudita alla guerra in Siria
Suffragato da fonti indipendenti
Secondo The Syrian Memory, ha studiato giurisprudenza comparata all’Università islamica Imam Muhammad ibn Saud, ha predicato in Arabia Saudita e ha vissuto alla Mecca prima di recarsi in Siria, dove è arrivato nell’ottobre 2013 affermando di voler risolvere le controversie tra il gruppo Stato islamico e altre fazioni. Ha operato come giudice indipendente della sharia tra le fazioni, ha incontrato leader dell’ISIS per cercare di portare il gruppo davanti a un tribunale della sharia e nel gennaio 2014 ha lanciato un’iniziativa di mediazione, prima di schierarsi contro il gruppo, che in seguito ha definito «kharigiti». 1
Ha partecipato alla fondazione della coalizione Jaysh al Fatah e ne è diventato il giudice capo della sharia; il suo nome è stato associato alle battaglie di Idlib e di Aleppo. Nell’agosto 2016 ha dichiarato che non sarebbe più rimasto indipendente. Dal 2017 è stato in disaccordo con la leadership di Hayat Tahrir al Sham sul modo in cui gestiva le aree sotto il suo controllo, e tra il 2019 e il 2020 si è ritirato dalla scena pubblica e ha vissuto in Turchia. 1
Uno spezzone d’archivio mostrato da Al Bawaba nel settembre 2026 lo ritrae mentre promette a un combattente che «questo eroe» sarà «uno sposo nei giardini della beatitudine stanotte» con le urì; la testata afferma che egli avrebbe convinto migliaia di giovani a combattere su questa base. 2
Sanzioni
Suffragato da fonti indipendenti
Il Tesoro statunitense lo aveva inserito tra gli Specially Designated Global Terrorist come persona legata al Fronte al Nusrah, precursore di Hayat Tahrir al Sham, registrando come data di nascita il 30 ottobre 1987 ad Al Qassim. La sua iscrizione è stata rimossa il 24 agosto 2026, con lo stesso provvedimento che ha revocato la designazione di Hayat Tahrir al Sham. 3 4 Non abbiamo trovato alcuna iscrizione attuale nelle liste del Regno Unito, dell’UE o dell’ONU.
Inserito nella lista dei terroristi dall’Arabia Saudita e dai suoi alleati (2017)
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L’8 giugno 2017, nel corso della loro disputa con il Qatar, Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Bahrein hanno pubblicato un elenco di 59 persone e 12 entità designate come terroristi legati al Qatar; vi figura «Abdullah Mohammed Sulaiman al-Muhaysini – saudita». 5 Non abbiamo trovato alcun annuncio della sua rimozione da tale elenco.
Il quotidiano saudita Okaz ha riferito che egli aveva lasciato l’Arabia Saudita quando aveva saputo che i servizi di sicurezza stavano per arrestarlo, e Al Arabiya lo ha descritto come «ricercato dall’Arabia Saudita». 6 7
Il reclutamento di combattenti e un attacco suicida ad Aleppo (2016)
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Il 29 ottobre 2016 Okaz ha riferito che, durante la battaglia di Aleppo, al Muhaysini aveva mandato un giovane combattente saudita di Jabhat Fateh al Sham a compiere un attacco suicida contro postazioni dell’esercito siriano, e che in un video registrato in precedenza gli aveva detto che era a «pochi minuti» dal paradiso e dalle urì. Al Arabiya, che ha pubblicato un fotogramma del video, descrive il combattente come un adolescente. 8 7

Accusa pubblicata
Al Arabiya, che scriveva durante la disputa del Golfo con il Qatar del 2017, afferma inoltre che egli era noto per apparire in video in cui prometteva le urì alle reclute e le esortava a unirsi ad al Nusra, che sarebbe stato dietro una campagna sui social media che esortava gli studenti sauditi all’estero con borse di studio a unirsi ai combattimenti, e che tra il 2013 e il 2015 avrebbe condotto in Qatar campagne di raccolta fondi per armi destinate a gruppi armati in Siria, sostenute in diverse occasioni dal finanziatore qatariota Khalifa al Subaiei. 7 Non siamo stati in grado di verificare queste affermazioni in modo indipendente.
Dopo la caduta di Assad: Homs e un nuovo gruppo d’investimento
Suffragato da fonti indipendenti
Secondo The Syrian Memory, dopo il dicembre 2024 si è stabilito a Homs, dove possedeva proprietà da prima della rivoluzione, si è dedicato alla predicazione e ha assunto un ruolo di primo piano nell’associazione di predicazione e soccorso al Huda. 1
Nel 2026 Zaman al Wasl ha riferito che egli e alcuni soci la cui identità non è stata resa nota avevano costituito la «Casa d’investimento Siria-Golfo», con un capitale iniziale di oltre un quarto di miliardo di dollari e sei società (Amar Real Estate Development, Swiss Cottages per il turismo e l’ospitalità, il noleggio auto Infinity Cars, Food Road per la ristorazione per enti e ospedali, Asir Time per bevande e dolci, e Itra per software e sicurezza informatica), a partire da Damasco, Homs e Idlib. 9 In precedenza il giornale aveva riferito che Amar era stata lanciata a Damasco alla presenza di esponenti del governo, offrendo prestiti senza interessi da 5.000 dollari ciascuno per ricostruire 10.000 abitazioni danneggiate dalla guerra, un programma da 50 milioni di dollari a partire da Hasya, nel governatorato di Homs. 10
Al Muhaysini ha definito «una menzogna sfacciata» l’affermazione del giornale secondo cui non avrebbe avuto attività note in Siria prima della rivoluzione, dichiarando di aver posseduto immobili, attività commerciali, saloni espositivi, aziende agricole, ville e negozi a Homs e a Damasco, con soci, alcuni dei quali sono tuttora suoi soci, e che il suo lavoro attuale si concentra sulla ricostruzione. Arabi21 osserva che proviene da una facoltosa famiglia saudita e che questa versione corrisponde ai suoi post precedenti. 11
Che cosa resta da chiarire
- Chi siano i suoi soci nel gruppo d’investimento e da dove provenga il suo capitale. 9
- Se abbia un qualche rapporto con le attuali autorità al di là della presenza di esponenti del governo al lancio di Amar; non abbiamo trovato alcun ruolo ufficiale. 10
- La sua data di nascita: la scheda statunitense indica il 1987, mentre The Syrian Memory indica il 1965. 3 1
