Sanzioni
Suffragato da fonti indipendenti
L’iscrizione dell’Unione europea del 28 maggio 2025 afferma: «Nel marzo 2025 la Brigata Sultan Suleiman Shah, sotto il comando di Muhammad Hussein al Jasim, ha preso parte alle violenze nella regione costiera della Siria, prendendo di mira i civili e in particolare la comunità alawita, anche commettendo uccisioni arbitrarie di civili». 1
Il Tesoro statunitense ha designato lui e la sua brigata nell’agosto 2023 per gravi violazioni dei diritti umani nel nord della Siria, e il Regno Unito lo ha inserito nella propria lista di sanzioni nel dicembre 2025. 2 3
Le violenze sulla costa del marzo 2025
Suffragato da fonti indipendenti
La Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite ha riscontrato fondati motivi di ritenere che singoli membri della 62ª Divisione, già Brigata Sultan Suleiman Shah, abbiano commesso violazioni durante le violenze sulla costa del marzo 2025. 4
Reuters ha riferito di aver rilevato la presenza della brigata, insieme alla Divisione Hamza, in almeno otto luoghi in cui furono uccise quasi 700 persone. 5
Ha dichiarato a Reuters di trovarsi in ospedale in Turchia quando scoppiarono i combattimenti, ha negato che i suoi uomini abbiano avuto alcun ruolo nelle uccisioni e ha definito le accuse statunitensi «invenzioni»; Reuters non ha potuto confermare dove si trovasse durante gli eventi. 5
La carriera successiva
Nel dicembre 2024 è stato promosso generale di brigata. 5 Nell’agosto 2026 è stato nominato vicecomandante del Corpo della Regione centrale; una fonte del ministero della Difesa ha affermato che non vi era stato alcun contrasto, mentre altre fonti hanno descritto il trasferimento come una riduzione della sua autorità. 6 Alla guida della 62ª Divisione gli è succeduto Omar Mohammed Jaftashi («Mukhtar al Turki»). 7


