Incarico attuale
Suffragato da fonti indipendenti
Nel 2026 l’agenzia SANA lo ha definito «consigliere per i media della Presidenza della Repubblica». 1
Nella testimonianza trascritta
Secondo una testimonianza
Nella parte trascritta, al Dabbash afferma che Ahmad Muwaffaq Zaidan avrebbe telefonato a persone che stavano preparando un sit-in chiedendo loro di rinviarlo di qualche giorno in attesa dell’esito dei negoziati. Parla poi di promesse di un incontro con il ministro dell’Interno o di un possibile incontro con al Sharaa, e presenta il tutto nel contesto del contenimento delle proteste e delle pressioni sui critici. 2
I documenti di Snowden del 2015
Accusa pubblicata
Nel 2015 alcuni organi di stampa hanno riferito, sulla base di documenti fatti trapelare da Edward Snowden e pubblicati da The Intercept, che le agenzie statunitensi avevano trattato Zaidan come «sospetto terrorista» e lo avevano collegato ad al Qaeda e ai Fratelli musulmani nelle banche dati e nelle analisi d’intelligence. Zaidan ha negato di appartenere all’una o all’altra organizzazione e ha affermato che i suoi contatti derivavano dal suo lavoro di giornalista. 3
Questa valutazione d’intelligence trapelata non va confusa con un’iscrizione pubblica e ufficiale da parte dell’OFAC o del Consiglio di sicurezza dell’ONU.
